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Scheletri
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Iscritto da: venerdì 12 novembre 2004
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GRAZIE DI TUTTO di Ivano Cipollina

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Ultimo film visto: La regina dei castelli di carta
Sto (ri)leggendo: L'ombra dello scorpione di Stephen King

mercoledì 24 febbraio 2010 - 19.32.52
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never

Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009
Discussioni: 20
Messaggi: 45


Hai affrontato uno dei generi più difficili e più belli per chi ama la letteratura fantastica:il racconto inquietante, quello che trapassa quasi inavvertitamente il confine della realtà. Il problema è riuscire a creare un'atmosfera di ambiguità nei confronti degli eventi misteriosi che si verificano nel racconto, (saranno proprio le lettere di un ragazzo suicida? era proprio un fantasma?)piuttosto che puntare tutto su un finale che non è mai una sorpresa. Mi sembra che le problematiche legate alla vita d'ufficio, al precariato ed altro siano troppo prevalenti nel racconto e tolgano interesse. Lasciale sullo sfondo e punta di più sulla protagonista.
Giorgia Popeschich




venerdì 26 febbraio 2010 - 17.51.49
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ferru

Iscritto da: sabato 8 novembre 2008
Discussioni: 1
Messaggi: 53

La storia è carina, anche se il tema è un pochino abusato. Però dal mio punto di vista ci sono un po' di problemi formali. Troppe ripetizioni, a volte nella stessa frase; qualche eufonica di troppo. Alcuni paragrafi sono pesanti e faticosi da leggere.
Poi quei pensieri racchiusi tra i puntini. Quella frase con "la bella Miriam" davvero troppo ossessiva. Dal mio punto di visto dovresti asciugarlo, snellirlo. Credo che il racconto ne guadagnerebbe. Non ho trovato refusi e questo è un pregio, ma dal mio punto di vista devi lavorarci ancora.

ciao a rileggerti

Ferruccio Gianola


http://www.ferrucciogianola.blogspot.com
sabato 27 febbraio 2010 - 15.54.32
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kinderman2
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Iscritto da: martedì 26 gennaio 2010
Discussioni: 0
Messaggi: 60

Anche se ho un debole per i racconti fantastici dalla ambientazione non usuale, ho fatto una certa fatica a terminare la lettura. C'è, a mio avviso, una cattiva costruzione che fa perdere il filo sul motivo, o sui motivi, che conducono la protagonista allo straniamento. Se è quello sentimentale secondo me è introdotto troppo tardi e senza una drammatizzazione adeguata.
Alcune frasi mi sembrano troppo lunghe e con varie ripetizioni. Andrebbero alleggerite.

Andrea Cavallini
domenica 28 febbraio 2010 - 22.49.48
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rsiano

Iscritto da: venerdì 5 marzo 2010
Discussioni: 3
Messaggi: 36

Mi spiace ma c'è ancora molto da lavorare.
Nel racconto si percepisce una qual certa buona volontà, e potrebbe anche essere apprezzabile il tentativo di interiorizzare la narrazione attraverso una visione fortemente soggettiva della protagonista, ma il costrutto logico e sintattico è tutto da rifare. Troppe ripetizioni ("c'era qualcuno"), frasi ridondanti ("pensava la bella Miriam"), troppi puntini di sospensione. Mi spiace dirlo ma, in alcuni passaggi, non si capisce proprio chi sia il soggetto dell'azione. L'idea di base è buona: calare nella spaventosa realtà del precariato l'elemento fantastico del soprannaturale è un'operazione originale. Mi permetto di dare un umile consiglio: continua a scrivere (sarebbe un peccato non sfruttare la tua innegabile vena creativa) e continua a sottoporre le tue fatiche al giudizio altrui (sarebbe un peccato scriversi addosso).

Ad astra per aspera


Raffaele Siano

venerdì 5 marzo 2010 - 12.01.52
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