Scheletri

Iscritto da: venerdì 12 novembre 2004 Discussioni: 1772 Messaggi: 6890
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COMMENTI AI RACCONTI DEL 14 NOVEMBRE 2009
Nei vostri commenti vi prego di postare anche il vostro NOME e COGNOME, in questo modo sarà più facile segnalarvi.
Bambina sulle spalle (La) - Luca Marchianò Matrix - Roberto Calogiuri Cacciatore di topi - Alessandro Oliviero Foglie si alzavano nell'aria (Le) - Antonio Bruno
Ultimo film visto: La regina dei castelli di carta Sto (ri)leggendo: L'ombra dello scorpione di Stephen King
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sabato 14 novembre 2009 - 10.46.37
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never
Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009 Discussioni: 20 Messaggi: 46
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la bambina sulle spalle
Hai scelto un bel tema horror, quello dell'ossessione. Purtroppo hai iniziato con un racconto troppo dettagliato (e troppo prevedibile) dell'evento che poi sarà causa del manifestarsi della "bambina". A mio parere,avresti potuto giocare di più proprio sul tema dell'ossessione e del rimorso magari capovolgendo il racconto: una mattina il protagonista si sveglia con una terrificante e inesplicabile bambina morta aggrappata alle spalle.E poi continuare con un lento emergere dei ricordi che il protagonista aveva rimosso... Giorgia Popeschich
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mercoledì 25 novembre 2009 - 17.28.39
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never
Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009 Discussioni: 20 Messaggi: 46
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la bambina sulle spalle
Hai scelto un bel tema horror, quello dell'ossessione. Purtroppo hai iniziato con un racconto troppo dettagliato (e troppo prevedibile) dell'evento che poi sarà causa del manifestarsi della "bambina". A mio parere,avresti potuto giocare di più proprio sul tema dell'ossessione e del rimorso magari capovolgendo il racconto: una mattina il protagonista si sveglia con una terrificante e inesplicabile bambina morta aggrappata alle spalle.E poi continuare con un lento emergere dei ricordi che il protagonista aveva rimosso... Giorgia Popeschich
Messaggio modificato da never in data 25/11/2009 17.43.09
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mercoledì 25 novembre 2009 - 17.29.14
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never
Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009 Discussioni: 20 Messaggi: 46
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matrix
Ancora un racconto d'ossessione horror. L'idea di realizzare un racconto scandito da strofe stile rap è davvero bella e belle sono anche le strofe in rima (che danno un bel ritmo al racconto e scandiscono le fermate della metro) però, a mio parere, ciò che sta in mezzo alle strofe è un po' troppo lungo e dettagliato,e le strofe stesse risultano poco incisive. Prova a considerarlo come un vero brano di musica rap, moolto duro e ironico e cattivo. Giorgia Popeschich
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mercoledì 25 novembre 2009 - 17.40.37
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never
Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009 Discussioni: 20 Messaggi: 46
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Cacciatori di topi
Un abuso terribile. Purtroppo,non ci sono sufficienti elementi horror. C'è solo quel topo ucciso malamente,che però rientra nel quadro psicologico di un vecchiaccio sadico,fin troppo realistico come personaggio. Qualche brivido, d'orrore l'ho provato ma avrei preferito che fosse d'horror.Manca l'elemento mistero. Giorgia Popeschich
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mercoledì 25 novembre 2009 - 17.49.09
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never
Iscritto da: mercoledì 3 giugno 2009 Discussioni: 20 Messaggi: 46
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Le foglie si alzavano nell'aria.
Il cane investitto che "ritorna". Un po' troppo tranquillo, a mio parere, troppo incline al perdono...vuoi mettere, se invece di trovare un fuggevole fantasma di cagnolino, il tizio si trovava di fronte a una vera e propria iradiddio canina, che cresceva ad ogni nuovo passaggio, fino a raggiungere proporzioni smisurate quanto il suo rimorso...oppure se un misterioso signor Lo Cane fosse andato ad abitare sul suo stesso pianerottolo...e poi c'è già la ragazza fantasma investita la sera di Capodanno che s'incontra sempre a un certo punto di una certa strada. Giorgia Popeschich
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mercoledì 25 novembre 2009 - 18.01.15
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robert
Iscritto da: domenica 3 febbraio 2008 Discussioni: 0 Messaggi: 2
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Grazie per la critica e soprattutto per l'idea del rap. Non avevo pensato a una struttura del genere, ma soltanto a una cantilena annoiata e un po' maniacale. Come la vedi tu, in effetti, avrebbe un altro impatto. Ancora grazie. Roberto Calogiuri
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giovedì 26 novembre 2009 - 13.31.51
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Black_Dahlia
Iscritto da: domenica 22 novembre 2009 Discussioni: 3 Messaggi: 109
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La bambina sulle spalle
Il fatto che Luca abbia scelto un tema così impegnato per il proprio racconto denota certamente una sensibilità e capacità di immedesimazione notevoli. Il senso dell'orrido è dato dalla immagine della bambina in decomposizione che il protagonista sente, insieme al suo odore, come una presenza costante nella propria quotidianità. Eppure manca quel certo non so che. Avrei preferito una scrittura meno "di testa" e molto più "di pancia". Mi spiego meglio: nella parte descrittiva (quella della guerra, per intenderci) piuttosto che fare un resoconto "dissacrante" sulle azioni disgustose del soldato Bannielli (che fa molto "reportage scandalistico-giornalistico") avrei parlato delle sensazioni più primitive e di comportamenti inconsci del protagonista, a costante contatto con i cadaveri e la paura di impazzire e cedere ad un atteggiamento da "pistola facile"(LUI sì, non il Bannielli). Cosa c'è, infatti, di più ripugnante di scoprire che non puoi più fidarti di te stesso? Scoprire che invece di essere la brava persona che tutti dicono sei un perverso, sadico porco? Quoto Never per quanto riguarda l'ordine della narrazione. Ma queste sono solo opinioni personali della sottoscritta. Resta il fatto che trovo l'idea molto originale, ed il brano interessante. Ida Sanfilippo
"Letargica tu ad accudirmi,in attesa del fuoco e io al servizio tuo, scosso dalla tua bellezza. Scosso dalla tua bellezza. Scosso." W.C. Williams
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giovedì 26 novembre 2009 - 21.33.10
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Black_Dahlia
Iscritto da: domenica 22 novembre 2009 Discussioni: 3 Messaggi: 109
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Matrix
Questo racconto parla di un'eco. L'eco delle parole di due genitori che volevano "il meglio" per il proprio figlio, e che invece l'hanno visto fuggire dal nido come un'estraneo. Parla della profonda, profondissima confidenza che il protagonista ha con se stesso. Per lui non è mai stato un problema essere "diverso". L'ha accettato, e basta. E l'ha scoperto molto presto, sin dai tempi dell'università, quando pur cambiando facoltà non riusciva a laurearsi (come invece avranno fatto i suoi colleghi), sin da quando aveva capito che la classica vita da uomo medio non lo interessava (e come sarebbe potuto essere altrimenti?), sin da quando aveva scoperto nella metro una nicchia riparata e confortevole dalla quale osservare "gli altri" (e devo dire che su quest'ultimo punto mi trovo davvero in sintonia col personaggio! ). Ottimo lo "stream of consciousness". Ottima l'autoanalisi (perchè sono convinta che Roberto ha messo molto di sé tra le righe). Bello il colpo di scena finale, anche se risulta un po' spiazzante dopo avere letto il resto. Piccolo appunto: avrei reso il tutto più "armonioso", meno sincopato. Ida Sanfilippo
Messaggio modificato da Black_Dahlia in data 27/11/2009 21.00.29
Messaggio modificato da Black_Dahlia in data 28/11/2009 10.24.57
"Letargica tu ad accudirmi,in attesa del fuoco e io al servizio tuo, scosso dalla tua bellezza. Scosso dalla tua bellezza. Scosso." W.C. Williams
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venerdì 27 novembre 2009 - 20.46.08
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Black_Dahlia
Iscritto da: domenica 22 novembre 2009 Discussioni: 3 Messaggi: 109
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Il cacciatore di topi
Penso che, per iniziare, un paio di parole possano esprimere bene quello che penso di questo racconto: volutamente esagerato. Quasi artefatto, sia nell'uso delle parole che nella disposizione degli avvenimenti. L'avrei voluto meno "tecnico", meno studiato apposta per colpire. Capisco il trasporto, succede anche a me, ma quando si tratta un tema delicato come questo c'è bisogno di più accuratezza, chiamiamola così. Avrei parlato MOLTO di più della figura del nonno. Avrei creato dei precedenti, avrei giocato su cose non dette ma solo intuite dal protagonista riguardo a questa figura fondamentale. Direi un racconto da rivedere, sicuramente. Però lo spunto può diventare molto interessante. Ida Sanfilippo
"Letargica tu ad accudirmi,in attesa del fuoco e io al servizio tuo, scosso dalla tua bellezza. Scosso dalla tua bellezza. Scosso." W.C. Williams
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venerdì 27 novembre 2009 - 21.16.18
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Black_Dahlia
Iscritto da: domenica 22 novembre 2009 Discussioni: 3 Messaggi: 109
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Le foglie si alzavano nell'aria
Uno scorcio di quotidianità, interrotto sul finire da un vago accenno ad un colpo di scena non del tutto chiaro. Un po' lento nella prima parte, prende più ritmo nella seconda. Avrei dato più peso al tema del rimorso e della persecuzione del ricordo, per renderlo un po' più "oscuro". Lo vedo più come introduzione ad un brano, che come brano compiuto. Consiglio ad Antonio di scrivere il resto della storia. Tutto sommato, simpatico! Ida Sanfilippo
"Letargica tu ad accudirmi,in attesa del fuoco e io al servizio tuo, scosso dalla tua bellezza. Scosso dalla tua bellezza. Scosso." W.C. Williams
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sabato 28 novembre 2009 - 10.08.42
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